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Tuesday, 16 June 2026

Sunday, 31 May 2026

Terra degli uomini

La terra ci insegna, su di noi, molto più di qualunque libro. Perché ci oppone resistenza. L’uomo scopre se stesso quando si misura con l’ostacolo.
[incipit di Terra degli uomini]

Assaporavamo lo stesso sommesso entusiasmo che si prova durante una festa preparata a lungo. Eppure eravamo infinitamente poveri. Vento, sabbia, stelle. Una dura disciplina da trappisti.

In Paraguay mi piaceva quella erbetta beffarda che fa capolino in mezzo al selciato della capitale, e che per conto della foresta vergine, invisibile ma presente, viene a controllare se gli uomini occupano ancora la città, o se invece è giunta l’ora di mettere a soqquadro tutte quelle pietre.


Terra degli uomini, Antoine de Saint-Exupéry

Sunday, 10 November 2024

Il Giardino delle Fiabe

Colpa degli uomini, mannaggia! È incredibile come non capiscano che stanno avvelenando se stessi e il mondo intero.
(Pagina 54)

Sunday, 24 March 2024

The Rime of the Ancient Mariner

At lenght did cross an Albatross,
Thorough the fog it came […].

Alla fine ci incrociò un albatros,
Arrivò attraverso la nebbia […].

Wednesday, 21 February 2024

Wednesday, 2 July 2003

DIO HA CREATA OGNI COSA ESTREMAMENTE SEMPLICE

Dio ha fatto ogni cosa estremamente semplice. La nostra vita è molto semplice, facciamo quello che vogliamo. L'unica legge a cui obbediamo è la Legge naturale, la Legge di Dio. Seguiamo soltanto quella.
Non abbiamo bisogno delle vostre chiese. Abbiamo le Colline Nere, che sono la nostra chiesa. E non abbiamo bisogno della vostra Bibbia. Abbiamo il vento e la pioggia e le stelle come Bibbia. Il mondo è come una Bibbia aperta e da milioni di anni la studiamo.
Abbiamo imparato che Dio governa l'Universo e che tutto ciò che Dio ha creato ha vita. Persino le rocce sono vive. Quando le usiamo nelle nostre cerimonie delle capanne sudatorie parliamo con loro...
e loro ci rispondono.
(da “Nobile Uomo Rosso” – Il mondo straordinario di un Wisdomkeeper Lakota di Harvey Arden)

Friday, 27 June 2003

Il capo indiano Noah Sealth

«Sono un pellerossa e non comprendo nulla. Noi preferiamo il soave sussurro del vento sull’acqua di uno stagno, o il profumo dello stesso vento rinfrescato dalla pioggia di mezzogiorno o profumato dall’aroma di pino. L’aria è l’elemento più importante per il pellerossa, dato che tutti gli esseri dividono lo stesso respiro: l’animale, l’albero, l’uomo, tutti respiriamo la stessa aria».

Così parlò il capo indiano Noah Sealth, il giorno in cui dovette vendere le sue terre, nelle fertili praterie americane, agli uomini bianchi.

Il 21 gennaio 1855, gli indiani americani vennero costretti a cedere il loro territorio (più di due milioni di acri) ai bianchi per 150.000 dollari, che il governo degli Stati Uniti avrebbe pagato loro in rate annuali.

Quel giorno, il capo indiano Noah Sealth pianse; aveva quasi 70 anni. Viveva nella Casa dell’Uomo Vecchio, un grande villaggio costruito da suo padre, nel quale convivevano otto capi tribù con le loro famiglie.

Questo è un pezzo del discorso che il capo indiano pronunciò il giorno in cui firmò il trattato con il Grande Capo Bianco di Washington.

«Gli uomini bianchi comprano le nostre terre. Come si po’ comprare o vendere il firmamento o il calore della terra? Se non siamo padroni della freschezza dell’aria, né del rumore dell’acqua, voi, come farete a comprarli?

Ogni zolla di questo terreno è sacra alle mie genti.

L’acqua limpida che score nei fiumi e nei ruscelli è anche il sangue dei nostri antenati. Se vi vendiamo le nostre terre, dovete ricordare che sono sacre, e che ogni riflesso, ogni gorgoglio dell’acqua del lago e dei ruscelli, racconta la vita della nostra gente.

Il sussurro dell’acqua è la voce del padre di mio padre.

Sono un selvaggio e non concepisco altro modo di vivere. Ho potuto vedere migliaia di bufali imputridire nella prateria, uccisi a fucilate dagli uomini sul treno in corsa.

Sono un selvaggio e non posso capire come una macchina che fa fumo possa essere più importante del bufalo, che noi uccidiamo solamente per sopravvivere».

Thursday, 26 June 2003

IL RISPETTO

Le nostre Istruzioni sono molto semplici: rispettare la Terra e rispettarci a vicenda, rispettare 'la vita di per se stessa '.
Questo è il nostro primo Comandamento, la prima riga del nostro Vangelo.
Il rispetto è la nostra Legge: rispetto per la Creazione di Dio, per tutti gli esseri viventi su questa terra , per nostra madre Terra.
Non possiamo fare del male alla Terra e all'acqua, perché rispettiamoil loro posto nel mondo. Non potremmo mai uccidere tutti i bisonti, perchè sarebbe una totale mancanza di rispetto nei confronti del motivo per cui i bisonti sono qui.
Dovete rispettare l'animale che uccidete, queste sono le istruzioni di Dio.
Dovete rispettare i sogni delle altre persone.Rispettate i loro sogni e loro rispetteranno i vostri.
Dobbiamo avere rispetto anche per coloro che non sono ancora nati", per le generazioni a venire. Anche loro hanno dei diritti e noi dobbiamo rispettarli.
Così dicono la nostra religione e la nostra Legge. Questa è la nostra Via, queste sono le nostre Istruzioni

Noi Indiani non le abbiamo dimenticate e non le dimenticheremo mai.


(da"Nobile Uomo Rosso" - Il mondo straordinario di un Wisdomkeeper Lakota di  Harvey Arden)

LE ISTRUZIONI DI DIO

L'Uomo Bianco è venuto in questo paese e ha dimenticato le sue Istruzioni originali. Noi Indiani non abbiamo mai dimenticato le nostre Istruzioni.
Dio impartisce Istruzioni a ogni creatura, in accordo al Suo piano per il mondo. Dio ha dato le Sue Istruzioni a tutte le creature della Natura. Il pino e la betulla seguono fedelmente le Sue Istruzioni e fanno il loro dovere nel mondo di Dio. I fiori, anche i più piccoli, sbocciano e appassiscono in accordo con le Sue istruzioni. Gli uccelli, anche i più piccoli, vivono, volano e cantano in accordo alle Sue Istruzioni.
Perchè gli esseri umani dovrebbero agire diversamente?


(da"Nobile Uomo Rosso" - Il mondo straordinario di un Wisdomkeeper Lakota di  Harvey Arden)

Monday, 16 June 2003

Nobile Uomo Rosso

Chi sono io,

Sono un Indiano. Sono uno dei figli di Dio.

E' ora che noi Indiani diciamo al mondo quello che sappiamo... sulla Natura e su Dio. Perciò vi voglio dire quello che so e chi sono. Farete bene ad ascoltare. Avete molto da imparare.

Sono un Indiano purosangue della riserva di Pine Ridge nel Sud Dakota. Il mio nome indiano è Nobile Uomo Rosso. Era il nome di mio nonno. L'Uomo Bianco l'ha tradotto male trasformandolo in "King" perciò mi chiamano Mathew King, ma il mio vero nome, il mio nome Lakota, è Nobile Uomo Rosso.

Parlo a nome del popolo Lakota. Voi ci chiamate "Sioux", ma quello è un nome che ci ha dato l'Uomo Bianco. Il nostro vero nome è "Lakota", che significa "gente insieme" oppure "alleati". Questo è il nome che diamo a noi stessi.
E questo è il nome con cui ci chama Dio.

Chiamatemi un capo Lakota. Sono un portavoce dei capi. Dico quello che ho da dire, è il mio dovere. Se non lo dico io, chi lo farà per me?
Io sono un profeta del Popolo Indiano. Sono in grado di vedere quello che verrà e di predire quello che succederà. Cammino con il Grande Spirito, con Dio, e parlo con Lui. Il Grande Spirito mi guida nella vita.
Qualche volta viene da me e mi dice che cosa devo dire. Altre volte parlo solo a nome mio, a nome di Matthew King.


(da"Nobile Uomo Rosso" - Il mondo straordinario di un Wisdomkeeper Lakota di  Harvey Arden)

Sunday, 19 January 2003

Denaro

Quando l'ultimo albero sarà tagliato, l'ultimo fiume inquinato, l'ultimo pesce pescato, scoprirete che il denaro non si può mangiare.

Seattle, capo della tribù Suquamish

Tuesday, 29 October 2002

Natura

La natura ha cose perfette per dimostrarci che essa è l'immagine di Dio e ha dei difetti per mostrarci che essa ne è solo l'immagine.

B. Pascal

Saturday, 26 October 2002

Ragnatele

Può darsi che fuori della finestra della tua cucina ci sia un ragno che tesse la tela. Mostralo al tuo bambino e digli che quella seta lucente, secreta dal corpo del ragno, è più resistente dell’acciaio. Se il bambino impara ad ammirare il piccolo tessitore invece di provarne disgusto, avrà imparato una grande lezione: e cioè che ogni vita è sacra.

Donald Culross Peattie

Saturday, 21 September 2002

Come in un viale di ciliegi tutti in fiore la bellissima dolce energia di un grande banchetto.
Gli alberi che si perdono nella distanza, con i loro petali che cadono, colpiti dal sole, battuti dal vento, sopraffatti dal rosa che trema e danza frenetico e dal dolce colore del cielo azzurro tra i rami, restano in piedi. Lo so. Dura solo un attimo e finisce. Ma in quell'attimo ci si fonde con l'eternità. Quell'attimo, quando si vorrebbe gridare: Wonderful, Bravo!

Banana Yoshimoto

Tuesday, 3 September 2002

Canti a sole e a cielo

Canti a sole e a cielo col tuo canto
la tua voce sgrana il cereale del giorno,
parlano i pini con la lor lingua verde:
gorgheggiano tutti gli uccelli dell'inverno.

Il mare empie le sue cantine di passi,
di campane, di catene e di gemiti,
tintinnano metalli e utensili,
suonano le ruote della carovana.

Ma solo la tua voce ascolto e sale
la tua voce con volo e precisione di freccia,
scende la tua voce con gravità di pioggia,

la tua voce sparge altissime spade,
torna la tua voce carica di viole
e quindi m'accompagna per il cielo.


Pablo Neruda

Wednesday, 21 August 2002

Dostoevskij

Non capisco come si possa passare davanti a un albero e non esserefelici di vederlo; parlare con un uomo e non essere felici di amarlo.

Fedor M. Dostoevskij

Tuesday, 6 August 2002

Pane

C'è un posto vino e un posto pane chissà dov'è
per quando hai sete oppure hai fame dentro di te.

Angelo Branduardi (Piccola canzone dei contrari)


Da noi si riposa il falco e la civetta
segna la nostra morte.
Da noi il mondo è lontano,
ma c'è un odore di terra e gaggìa
a il pane ha il sapore del grano.

Mario Trufelli (Lucania)


Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate

Samuele Bersani (Giudizi universali)


In che cortile si lava il grano?
Sul rombo cupo della trebbiatrice
s'innalza un canto giovine che dice:
anche il buon pane - senza sogni - è vano!

Guido Gozzano (L'analfabeta)


Non dateci il pane, ma i pani,
sì d'oggi, e sì pur di domani,
di sempre, o pie genti!
Non dateci il vostro buon cuore
cambiandolo in nostro rossore;
voi uno, noi venti.
Non pane soltanto ch'è nulla,
ma vesti e la casa e la culla,
non rame, ma oro:
non ciò che a più chiedere invita,
ma tutto: non vitto, ma vita:
lavoro! Lavoro!

Giovanni Pascoli (La voce dei poveri)


Pani e pesci, pesci e pani
fa una croce e li ricevi già da domani:
guarda bene, non è un sogno
sono proprio come quelli del disegno.
Pani e pesci, pesci e pani
abbi fede, basta un gesto con le mani,
venga avanti che ne ha voglia
noi tiriamo l'oro fuori dalla paglia.

Roberto Vecchioni (Pani e pesci)


Ci hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame.

Fabrizio De Andrè (Nella mia ora di libertà)

Sunday, 28 July 2002

Se non fosse perché i tuoi occhi

Se non fosse perché i tuoi occhi hanno color di luna,
di giorno con argilla, con lavoro, con fuoco,
e tieni imprigionata l'agilità dell'aria,
se non fosse perché sei una settimana d'ambra,
se non fosse perché sei il momento giallo
in cui l'autunno sale su pei rampicanti
e anche sei il pane che la luna fragrante
elabora passeggiando la sua farina pel cielo,
oh, adorata, io non t'amerei!
Nel tuo abbraccio io abbraccio ciò che esiste,
l'arena, il tempo, l'albero della pioggia,
e tutto vive perché io viva:
senz'andare sì lungi posso vedere tutto:
vedo nella tua vita tutto ciò che vive.

Pablo Neruda

<i>Welcome to Night Vale</i>, episode 52 - The Retirement of Pamela Winchell

Now is your chance. Well, that was it. It's over. Did you do it? Have you achieved what you wanted? No? Aah, well. Welcome to Nigh...

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