Tuesday, 16 June 2026

La difesa di Lužin

Cos’altro c’è al mondo se non scacchi? La nebbia, l’ignoto, il nulla…
(Pagina 122)

Da lunedì sarebbe stato Lužin, ecco che cosa l’aveva soprattutto colpito.
[incipit]

C’erano però due libri, entrambi regali della zia, di cui si era innamorato per la vita e che serbava nella memoria come sotto una lente d’ingrandimento, due libri vissuti in maniera così intensa che a rileggerli vent’anni dopo gli parevano solo un’arida parafrasi, un condensato dell’irripetibile, immortale immagine che ne aveva conservato.
(Pagina 27)

Lužin raggiunse un qualche cosa, qualche cosa si liberò in lui, qualche cosa si chiarì […].
(Pagina 47)

Un’immota sera d’agosto, un tramonto magnifico, come un’arancia sanguigna spremuta e stritolata fino all’ultima goccia.
(Pagina 99)

«Io conoscevo un Lužin, una volta» proferì lentamente il signore, e socchiuse gli occhi (com’è noto la memoria umana è miope).
(Pagina 173)

L’asfalto gli si sfilò di sotto il tacco sinistro, quindi si capovolse e lo colpì alla schiena.
(Pagina 220)


La difesa di Lužin, Vladimir Nabokov

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Cos’altro c’è al mondo se non scacchi? La nebbia, l’ignoto, il nulla… (Pagina 122)

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