Monday, 29 June 2026

Ossi di seppia

Oh allora sballottati
come l’osso di seppia dalle
ondate
(Pagina 130)

Cerca una maglia rotta nella rete
che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!
Va, per te l’ho pregato,– ora la sete
mi sarà lieve, meno acre la
ruggine…
(Pagina 33)

piove in petto una dolcezza
inquieta.
[…]
qui tocca anche a noi poveri la
nostra parte di ricchezza
ed è l’odore dei limoni.
(Pagina 35)

Sopra il tetto s’affaccia
una nuvola grandiosa.
(Pagina 49)

Il fuoco che scoppietta
nel caminetto verdeggia
e un’aria oscura grava
sopra un mondo indeciso.
(Pagina 50)

Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non
vogliamo.
(Pagina 58)

Tendono alla chiarità le cose
oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche.
Svanire
è dunque la ventura delle
venture.
[…]
portami il girasole impazzito di
luce.
(Pagina 64)

Spesso il male di vivere ho
incontrato:
era il rivo strozzato che
gorgoglia,
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
(Pagina 65)

La più vera ragione è di chi tace.
Il canto che singhiozza è un
canto di pace.
(Pagina 68)

Cigola la carrucola del pozzo,
l’acqua sale alla luce e vi si fonde.
(Pagina 77)

Come allora oggi in tua presenza
impietro,
mare,
[…]
Tu m’hai detto
primo
che il piccino fermento
del mio cuore non era che un
momento
del tuo; che mi era in fondo
la tua legge rischiosa: esser vasto
e insieme fisso.
(Pagina 83)

M’abbandonano a prova i miei
pensieri.
Sensi non ho; né senso. Non ho
limite.
(Pagina 91)

sotto l’azzurro fitto
del cielo qualche uccello di mare
se ne va;
né sosta mai: perché tutte le
immagini portano scritto:
‘più in là!’.
(Pagina 102)

forse solo chi vuole s’infinita
(Pagina 121)


Ossi di seppia, Eugenio Montale

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Ossi di seppia

Oh allora sballottati come l’osso di seppia dalle ondate (Pagina 130)

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