Saturday, 13 December 2025

Fiori sopra l’inferno

Forse loro vedono il mondo meglio di noi. Vedono l’inferno che abbiamo sotto i piedi, mentre noi contempliamo i fiori che crescono sul terreno.
Teresa Battaglia (Pagina 162)

Austria, 1978
C’era una leggenda che gravava su quel posto. Una di quelle che si appiccicano ai luoghi come un odore persistente. Si diceva che in autunno inoltrato, prima che le piogge si tramutassero in neve, il lago alpino esalasse respiri sinistri.
Uscivano come vapore dall’acqua e risalivano la china insieme alla bruma del mattino, quando la gora rifletteva il cielo. Era il paradiso che si specchiava nell’inferno.
[incipit]

Le cime innevate sovrastavano una foresta millenaria, sorgendo come lame opache da un tappeto fitto di boschi. Facevano pensare ai giganti della mitologia, obbligavano a restare con il naso all’insù, con un senso di vertigine nell’anima.
(Pagina 28)

Guardò il proprio riflesso sul vetro della finestra.
Vide una donna con le rughe e scarmigliata, il viso stanco e gli occhi lucidi.
Era il suo viso, quello. Il viso di una guerriera.
(Pagina 350)


Fiori sopra l’inferno, Ilaria Tuti

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